Rassegna Stampa Fiscale

Via libera al decreto legge sul Green Pass

17 Settembre 2021 | Ugo Cacaci - Pag. 1

Ieri pomeriggio il Governo, all’unanimità, ha dato il via libera al decreto sul Green Pass che prevede l’obbligo della certificazione verde per i lavoratori pubblici e privati. Dal 15 ottobre 2021 e fino alla fine dell’anno, ossia al termine di cessazione dello stato di emergenza, con lo scopo di contrastare la diffusione del Covid-19, al personale delle amministrazioni pubbliche ma anche ai lavoratori del settore privato come pure a coloro che operano negli uffici giudiziari è fatto obbligo di possedere e di esibire la certificazione verde Covid-19 ai fini dell’accesso nei luoghi di lavoro. La misura non si applica ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con la circolare del Ministero della Salute. Ai datori di lavoro spetta il compito di definire, entro il 15 ottobre prossimo, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche continua a leggere (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Senza pass subito stop allo stipendio Multe per lavoratori e datori di lavoro’ e ‘Tamponi: costi calmierati fino a dicembre, gratis ai fragili’ – pag. 3)

‘Fisco, pensioni e occupazione col governo ora un confronto vero’

17 Settembre 2021 | Corriere della Sera - Enrico Marro - Pag. 8

Ieri, con un decreto legge, il Governo ha previsto il Green Pass obbligatorio per entrare al lavoro. La misura viene digerita dai sindacati, anche se la Cgil ha mostrato perplessità. Dell’intenzione del premier la triade sindacale era comunque a conoscenza, dopo l’incontro l’altro ieri con i segretari delle tre confederazioni. Probabilmente avrebbero preferito l’obbligo della vaccinazione, come pure la Confapi sul versante imprese. In ogni caso la certificazione verde ha lo scopo di invitare quante più persone a vaccinarsi. Le aziende sono convinte di riuscire a risolvere il problema di chi non intende vaccinarsi che, in ogni caso, è una minoranza. Per come si è risolto il tormentone sul Green Pass i sindacati ne sono usciti sconfitti. Il segretario della Cgil Landini ha invitato il premier Draghi a non convocare i sindacati a giochi fatti. Su pensioni, fisco e riforma degli ammortizzatori sociali è ora che si apra un confronto vero. Sulla stessa linea Cisl e Uil. Sul fisco i sindacati chiedono che le poche risorse a disposizione siano impiegate per il taglio del cuneo fiscale.

Bollette, l’idea di estendere il bonus Vertice Draghi-Cingolani-Franco

17 Settembre 2021 | Corriere della Sera - Federico Fubini - Pag. 39

Il Governo lavora per ammorbidire l’impatto in bolletta degli aumenti energetici. Se i rialzi fossero quelli temuti dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, graverebbero sulle tasche degli italiani per quasi 16 miliardi in più rispetto al 2019. Senza contare, poi, gli aumenti legati al consumo di gas nelle case e nelle imprese. Un salasso. Spazi di manovra ci sono se si considera che il peso della materia prima incide sulla bolletta energetica solo per la metà del suo importo. Poi ci sono i costi commerciali, di distribuzione e il peso delle imposte indirette. Seguono gli ‘oneri di sistema’ che rappresentano il 20% dell’importo totale. L’anno scorso quasi un terzo del costo dell’elettricità sostenuto dagli italiani è stato destinato a finanziare gli oneri di sistema estranei a consumi per illuminare case e fabbriche. I sussidi alle fonti rinnovabili, nel 2020, sono costati ai consumatori 12 miliardi di euro e due miliardi per la gestione delle centrali nucleari dismesse.(Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Caro bollette, il governo punta a tagliare il 30% degli aumenti’ – pag. 5)

Il versamento carente non blocca l’intera riserva da rivalutazione

17 Settembre 2021 | Il Sole 24 Ore - Giorgio Gavelli - Pag. 33

Le imprese in contabilità ordinaria che hanno operato la rivalutazione dei beni d’impresa nel bilancio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 devono interrogarsi sui comportamenti da tenere dopo la risposta a interpello 539/2021 in cui l’Agenzia delle Entrate, trattando un caso di riallineamento da parte di un soggetto Ias, ha ribadito che ‘la base imponibile deve essere considerata al lordo dell’imposta sostitutiva versata per il riconoscimento fiscale degli effetti della rivalutazione’. Quindi, ipotizzando in 1.000 l’importo della rivalutazione e in 30 l’imposta sostitutiva per acquisire l’efficacia fiscale della stessa, la sostitutiva del 10% per l’affrancamento sarebbe pari a 100 e non a 97. L’interpretazione va in senso contrario rispetto alle pronunce della Cassazione secondo cui, così ragionando, si porrebbero sullo stesso piano le due diverse fattispecie della distribuzione e dell’affrancamento, laddove quest’ultimo verrebbe colpito con una imposta superiore rispetto alla riserva iscritta in bilancio, e non distribuite ai soci.

Noleggio imbarcazioni, solo l’uso commerciale può evitare le accise

17 Settembre 2021 | Il Sole 24 Ore - Benedetto Santacroce e Ettore Sbandi - Pag. 33

La Corte di giustizia Ue, con la sentenza C-341/20, ha stabilito che i rifornimenti di carburante sono esenti da accise solo in caso di uso commerciale delle imbarcazioni. Si chiude in questo modo la procedura d’infrazione aperta da Bruxelles contro l’Italia. La decisione dei giudici unionali non sorprende anche se appare piuttosto forzata e di difficile attuazione sul piano concreto. Eppure l’impatto è dirompente per il settore dei charter nautici, i contratti di noleggio per i quali l’armatore mette a disposizione un’imbarcazione per le esigenze degli utilizzatori. La Commissione Ue aveva contestato all’Italia la violazione della direttiva 2003/96 perché l’esenzione dall’accisa per i carburanti utilizzati nelle imbarcazioni private da diporto che sono oggetto di un contratto di noleggio, è riconosciuta indipendentemente dal modo in cui tali imbarcazioni sono utilizzate dai noleggiatori. Per la Commissione tale esenzione va esclusa nel caso in cui l’utilizzatore finale utilizzi l’imbarcazione a scopo di diporto. Secondo i giudici Ue, invece, l’esenzione è collegata al fatto che i carburanti siano utilizzati per la navigazione per scopi commerciali.

Pagamenti a rischio errori a causa delle proroghe Covid

17 Settembre 2021 | Il Sole 24 Ore - Giuseppe Morina e Tonino Morina - Pag. 34

Le proroghe che si sono succedute per arginare la pandemia da Covid-19 possono comportare errori nell’esatta individuazione dei termini di pagamento, del calcolo degli acconti, delle maggiorazioni o degli interessi dovuti per i versamenti successivi alla scadenza ordinaria. La confusione fiscale è al massimo e anche le software house sono in difficoltà nell’aggiornamento continuo dei programmi. Problemi possono evidenziarsi per i termini di pagamento del saldo 2020 e la prima rata di acconto Ires 2021 come pure per il calcolo dell’acconto delle imposte per il 2021. È bene rammentare che esiste una norma di legge che prevede l’abbandono dei crediti erariali, regionali e locali di importo non superiore a 30 euro comprensivi di sanzioni e interessi. Per importi superiori a 30 euro si procede all’accertamento, all’iscrizione a ruolo e alla riscossione della somma dovuta.

Le Entrate: Stp con reddito d’impresa Spazio a bonus Sud e Industria 4.0

17 Settembre 2021 | Il Sole 24 Ore - Giorgio Gavelli - Pag. 35

Con la risposta ad interpello 600/2021, diffusa ieri, l’Agenzia delle Entrate conferma che una società tra professionisti (Stp) realizza un reddito qualificabile come reddito d’impresa, per cui gli investimenti in beni strumentali posti in essere fruiscono dei crediti d’imposta riservati alle imprese, come ad esempio il credito ‘Industria 4.0’ e il credito d’imposta per gli investimenti effettuati nel Sud. L’Amministrazione finanziaria risponde ad una serie di quesiti nati a seguito della sentenza 7407/2021 della Corte di cassazione nella quale i giudici di legittimità avevano ritenuto applicabile la ritenuta d’acconto sull’onorario pagato ad uno studio legale costituito in forma di una società tra professionisti a responsabilità limitata, privilegiando la natura dell’attività svolta rispetto alla forma giuridica prescelta. Per le Entrate a prevalere nell’attuale configurazione del sistema fiscale è la forma giuridica con tutte le conseguenze positive e negative che da tale qualificazione possono derivare.

Società di persone, reati dichiarativi in base all’evasione di ogni socio

17 Settembre 2021 | Il Sole 24 Ore - Laura Ambrosi e Antonio Iorio - Pag. 35

La Cassazione penale, con la sentenza n. 34407 di ieri, ha stabilito che per la sussistenza dei reati dichiarativi delle società di persone, è necessario fare riferimento a quanto evaso dai singoli soci. Il Tribunale del riesame confermava il sequestro preventivo eseguito nei confronti del legale rappresentante di una sas per i reati di omessa e infedele dichiarazione. Avverso il provvedimento veniva presentato ricorso in Cassazione, lamentando un’errata valutazione dell’imposta evasa ai fini del superamento della soglia di punibilità. Gli ‘ermellini’ hanno rilevato che le società di persone (come le sas) sono tenute a presentare le dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi, ma il relativo risultato di esercizio deve essere imputato direttamente ai singoli soci in base alla quota di partecipazione. Ne deriva che il reato di infedele dichiarazione può essere integrato con la dichiarazione della società, ma l’imposta sui redditi evasa deve essere calcolata avendo riguardo ai singoli soci.

Contributi Covid, costi ribaltati fuori dai ricavi

17 Settembre 2021 | Il Sole 24 Ore - G.Gav. - Pag. 35

Contributi a fondo perduto Covid-19 decreto Sostegni. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta ad interpello n. 601/2021 diffusa ieri, sostiene che nei calcoli di riduzione del fatturato necessari per definire la spettanza o meno dei contributi a fondo perduto, vanno escluse le fatture che il locatario di un leasing ‘in costruendo’ riceve dalle imprese appaltatrici e ribalta ‘a specchio’ alla società di leasing, la quale, nella sua veste di soggetto finanziatore, paga direttamente i fornitori. L’Amministrazione finanziaria richiama un concetto già espresso nella circolare n. 22/E/2020, nei confronti dei consorzi tra imprese che si limitano ad operare il ribaltamento dei costi/proventi percepiti alle imprese che ne fanno parte. Più che di veri costi e ricavi, si tratta di mere ‘partite di giro’, che fanno parte delle fatture attive e passiva, ma che, ove comprese nel concetto di fatturato, rischierebbero di stravolgere i confronti richiesti per l’ammissione ai contributi a fondo perduto.

Soletta dei box, criteri speciali per ripartire le spese

17 Settembre 2021 | Il Sole 24 Ore - Luca Rollino - Pag. 38

La Dre Piemonte, nella risposta all’interpello n. 901-1003/2021, estende dal punto di vista fiscale il concetto di intervento condominiale, ben oltre quanto previsto a livello giuridico. Dal punto di vista fiscale, l’isolamento dell’intradosso delle solette dei box privati è equiparato ad un intervento condominiale perché rientra tra i lavori di riqualificazione del fabbricato. L’Agenzia si pronuncia anche in merito alla ripartizione delle spese per gli interventi che beneficiano del 110%. Secondo l’interpello ‘la ripartizione della spesa, che esula dalla materia fiscale, avverrà con le modalità previste da norme e regolamenti, mentre assume importanza, nel complesso, il rispetto del limite di spesa fissato dalla norma agevolativa’. Poiché la ripartizione delle spese e l’attribuzione della corrispondente detrazione spetta all’amministratore di condominio, occorre una ulteriore contabilità di cantiere in grado di fornire tutti i dati economici.

Eco e sismabonus, contabilità separata se c’è ampliamento volumetrico

17 Settembre 2021 | Il Sole 24 Ore - Saverio Fossati - Pag. 38

Le contabilità per ecobonus e sismabonus vanno tenute distinte se i lavori comprendono ampliamenti di volumetria. Per il primo, infatti, non è previsto il 110% per quel tipo di interventi, per il secondo, invece, sì. È il motivo per cui il contribuente ha l’onere di mantenere distinte, in termini di fatturazione, le due tipologie di intervento (ristrutturazione e ampliamento) o, in alternativa, di essere in possesso di un’apposita attestazione che indichi gli importi riferibili a ciascuna tipologia di intervento rilasciata dall’impresa di costruzione o ristrutturazione ovvero dal direttore dei lavori sotto la propria responsabilità,utilizzando criteri oggettivi. È quanto emerge dalla risposta n. 593 di ieri dell’Agenzia delle Entrate all’interpello di un contribuente proprietario di un edificio con due unità immobiliari, entrambe con categoria catastale F2 ‘collabenti’.

Bonus facciate al 90% anche per le unità visibili solo dal mare

17 Settembre 2021 | Il Sole 24 Ore - Giuseppe Latour - Pag. 38

Una facciata dello stabile visibile solo dal mare può ottenere l’agevolazione fiscale del 90% (bonus facciate) dedicata al decoro urbano. A sostenerlo l’Agenzia delle Entrate nella risposta a interpello 595/2021 pubblicata ieri e scaturita da una nota di approfondimento del ministero della Cultura. Si allarga, in questo modo, l’interpretazione della regola che prevede un fondamentale limite per il bonus facciate: l’involucro sul quale si interviene deve essere visibile da un’area pubblica. La normativa prevede che i lavori su facciate interne e, dunque, non visibili dall’esterno ossia dalla strada pubblica, non sono agevolati al 90%. Sono agevolati solo i lavori sull’involucro esterno visibile dell’edificio, vale a dire sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio ma anche sugli altri lati dello stabile, purché visibili da un’area pubblica.

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