Tax Press review

No di Franco alla patrimoniale Irap addio, Iva e Irpef si cambia

23 July 2021 | Corriere della Sera - Claudia Voltattorni - Pag. 30

Il ministro dell’Economia, Daniele Franco ha evidenziato i punti fondamentali della riforma fiscale in audizione alle commissioni riunite Finanze di Senato e Camera. Il Governo ci sta lavorando e il testo potrebbe essere pronto per le prossime settimane. Per il ministro si tratta di una priorità anche perché ‘la riforma fiscale è parte integrante della ripresa che si intende innescare anche grazie alle risorse europee’. Dovrà essere ‘una riforma ampia, organica e condivisa’. Non ci sarà alcuna patrimoniale ma le tax expenditures verranno semplificate e ridotte. I costi della riforma dovrebbero oscillare tra 13 e 20 miliardi, molto dipenderà da come e quando entreranno in vigore le misure. Sul punto l’emergenza pandemica ancora pesa. La riforma, che dovrà essere graduale, sfruttando le risorse provenienti dal contrasto all’evasione fiscale, prevede il superamento dell’Irap e la crescita dell’occupazione. Tra le priorità il taglio del cuneo fiscale sul lavoro. No ad un aumento dell’Iva ma ad una razionalizzazione del numero di aliquote e una ricomposizione dei beni delle varie categorie. (Ved. anche Il Sole 24 Ore: ‘Franco: ‘Priorità Irpef e Irap ma incognita sulle risorse’ – pag. 6 e Italia Oggi: ‘Irap in soffitta, e restyling Iva’ – pag. 29)

Cartelle, scambio dati e fattura elettronica per tracciare i morosi

23 July 2021 | Il Sole 24 Ore - Marco Mobili e Giovanni Parente - Pag. 6

La riforma della riscossione evidenziata ieri dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, davanti alle commissioni Finanze di Camera e Senato fa leva sullo sfruttamento a pieno dell’incrocio dei dati a disposizione utilizzando anche quelli della fatturazione elettronica e potendo contare su una aggiornata Anagrafe dei conti. La relazione evidenzia e conferma le difficoltà nella riscossione degli importi affidati dagli enti ‘titolari’ dei crediti, fiscali o meno. Dal 2000 si sono accumulati 999,1 miliardi di arretrati. Serve, dunque, una svolta che passi dallo svuotamento del magazzino. Due le ipotesi allo studio: la prima prevede il discarico dei crediti residui al 31 dicembre 2025 mentre la seconda stabilisce un meccanismo più soft distribuito su tre passaggi. Anche per il futuro una proposta prevede il discarico automatico degli importi non riscossi al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello dell’affidamento. Si farà sempre più leva sulla digitalizzazione e sull’utilizzo sempre più mirato delle banche dati.

Niente condono per il socio se Snc o Sas superano il reddito

23 July 2021 | Il Sole 24 Ore - Luigi Lovecchio - Pag. 29

Il ministero dell’Economia con un decreto attuativo dello stralcio introdotto dal decreto Sostegni precisa che i ruoli di valore non superiore a 5 mila euro si considerano cancellati dal prossimo 31 ottobre. Sino ad allora sono comunque sospese le operazioni di riscossione relative agli affidamenti in questione. L’elenco dei ruoli inclusi nella sanatoria viene trasmesso dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione all’Agenzia delle Entrate entro il prossimo 20 agosto. Entro la fine di settembre, invece, le Entrate comunicheranno all’Agenzia delle Entrate-Riscossione i nominativi dei debitori che non rispettano i requisiti reddituali dei 30 mila euro. In presenza di più coobbligati la cancellazione non avviene qualora uno di essi possieda un reddito imponibile superiore a 30 mila euro.

Ne bis in idem sulle dichiarazioni fraudolente

23 July 2021 | Il Sole 24 Ore - Laura Ambrosio e Antonio Iorio - Pag. 29

Con la sentenza n. 28437 depositata ieri la Suprema corte ha precisato che la sentenza definitiva per dichiarazione fraudolenta con indicazione di false fatture esclude, per il ne bis in idem, un altro procedimento concernente il medesimo reato commesso nello stesso anno anche se relativo a documenti fittizi di altri fornitori. Il delitto, infatti, è connesso alla dichiarazione e non alle fatture. Nel caso analizzato un imprenditore veniva condannato in via definitiva per dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di false fatture per l’anno 2014. Successivamente, per il medesimo anno veniva accertato l’inserimento nella stessa dichiarazione di altre fatture fittizie emesse, però, da differenti fornitori. In Cassazione i giudici con l’ermellino hanno accolto il ricorso dell’imputato sulla violazione del ne bis in idem, sostenendo la differenza tra la vigente dichiarazione fraudolenta con indicazione di fatture false e il reato precedente (legge 516/1982) di utilizzo di false fatture: l’attuale condotta si consuma con la presentazione della dichiarazione dei redditi, in passato l’illecito era connesso alla contabilizzazione dei falsi documenti.

Isa, proroga al 15 settembre anche per Spa e Srl

23 July 2021 | Il Sole 24 Ore - Giuseppe Morina e Tonino Morina - Pag. 30

L’Aula del Senato, ieri, ha dato il via libera definitivo (con la fiducia) alla conversione in legge di decreto Sostegni-bis. Dunque, per chi esercita attività economiche per le quali sono state approvate le pagelle fiscali, i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni annuali dei redditi, Irap e Iva, che scadono dal 30 giugno al 31 agosto 2021, sono prorogati al 15 settembre, senza maggiorazioni. Oltre ai soggetti Isa la misura interessa gli altri ‘collegati’ come i soci di società di persone e delle Srl in trasparenza o i collaboratori di imprese familiari, nonché i forfettari e i minimi. Beneficiano della proroga anche le società di capitali, soggette agli ISA, che hanno approvato il bilancio al 31 dicembre 2020, entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio, cioè entro il 29 giugno 2021. Per gli altri contribuenti non cambiano gli ordinari termini del 30 giugno (scaduto) o dal 1° al 30 luglio 2021, con la maggiorazione dello 0,40%.

Con il contratto risolto obbligo di versare l’Imu sulla società di leasing

23 July 2021 | Il Sole 24 Ore - Alessandra Caputo - Pag. 30

La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 20977/2021, ha stabilito che la risoluzione del contratto trasferisce la soggettività passiva Imu in capo alla società di leasing, indipendentemente dal fatto che l’utilizzatore abbia o meno restituito il bene. La questione rimessa ai giudici di legittimità riguardava l’individuazione del soggetto passivo obbligato al versamento dell’Imu nel caso di beni immobili concessi in leasing e di risoluzione del contratto non seguita dall’immediata restituzione del bene da parte dell’utilizzatore. Secondo i giudici ‘con la risoluzione del contratto di leasing, ai fini tributari, non sopravvive alcun effetto contrattuale, in quanto la causa del finanziamento viene meno, non vi è possibilità di riscatto e soprattutto la mera detenzione senza titolo risulta priva di effetti ai fini tributari’. Pertanto, dopo la risoluzione del contratto, l’utilizzatore, anche nel caso di mancata restituzione del bene, non ha titolo per essere considerato soggetto passivo.

La Cila per il 110% ora ammette variazioni alla fine del cantiere

23 July 2021 | Il Sole 24 Ore - Giuseppe Latour e Luca Rollino - Pag. 31

La legge di conversione del decreto Semplificazioni prevede la possibilità di cambiare il progetto alla fine dei lavori senza che questo comporti l’annullamento della Cila, ossia senza che questo determini l’annullamento della comunicazione asseverata. Sempre in merito alla comunicazione asseverata ci sono novità anche su parti strutturali e attività in edilizia libera. Il tutto per rendere la Cila più semplice e più efficace per committenti e imprese. L’intervento sulle varianti serve a compensare l’eccessiva rigidità della Cila proprio sulle variazioni in corso d’opera. A differenza della Scia, la Cila normalmente non ammette varianti: se in cantiere si deve modificare il progetto va presentata una nuova comunicazione asseverata che concerne proprio la variante. Questo determina problemi, ad esempio sul fronte finanziamenti. La modifica mette un freno e spiega che ‘in caso di varianti in corso d’opera queste sono comunicate a fine lavori e costituiscono integrazione alla Cila presentata’.

Prima casa, il superbonus allunga a trenta mesi i tempi per l’agevolazione

23 July 2021 | Il Sole 24 Ore - Angelo Busani - Pag. 31

Con la legge di conversione del decreto semplificazioni il contribuente che acquista un’abitazione con l’agevolazione ‘prima casa’ avrà 30 mesi di tempo, decorrenti dal 1°gennaio 2022, per trasferirvi la propria residenza e la sottoponga ad uno degli interventi per i quali è concesso il Superbonus del 110%. Questa misura va coordinata con la norma che, a causa del Covid, ha sospeso, fino al prossimo 31 dicembre, tutti i termini prescritti in tema di agevolazione ‘prima casa’. Dunque, chi compra la prima casa nel 2021 e non risiede nel Comune dove è ubicata l’abitazione oggetto dell’acquisto agevolato, dovrà trasferire nel nuovo Comune la propria residenza entro 18 mesi che, non decorrono dal giorno del contratto di compravendita, ma a causa della normativa emergenziale, dal 1°gennaio 2022. Di questa decorrenza posticipata beneficerà anche il contribuente che compra la prima casa nel 2021 e che la sottopone ad interventi per i quali è possibile avvalersi del 110%. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Prima casa, più tempo con il 110’ – pag. 30)

Agevolazione prima casa applicabile se si possiede un’abitazione ‘inidonea’

23 July 2021 | Il Sole 24 Ore - Angelo Busani - Pag. 32

Con l’ordinanza n. 20981 di ieri la Corte di cassazione ha confermato che la proprietà di una casa ‘inidonea’ non impedisce al contribuente di acquistare un’altra abitazione con l’agevolazione ‘prima casa’. I giudici del Palazzaccio consolidano, dunque, il proprio orientamento, in contrasto con quello dell’Agenzia delle Entrate la quale ritiene illegittimo l’avvalimento del beneficio fiscale da parte di chi già possiede un’altra casa nel medesimo Comune. Nel caso trattato dalla Corte si trattava della prepossidenza di un’abitazione abitata da una famiglia di 5 persone e ubicata nello stesso Comune nel quale era situata la casa oggetto del nuovo acquisto.

Esercito zombie fiscali

23 July 2021 | Italia Oggi - Giuliano Mandolesi - Pag. 28

Nelle mani del fisco ci sono 290 miliardi di euro di cartelle praticamente inesigibili. Tra nullatenenti e deceduti in Italia quasi 4 milioni e mezzo di zombie fiscali. Gran parte dei 290 miliardi, ossia 264, risulta ascrivibile ai soggetti c.d. nullatenenti ovvero 2,8 milioni di contribuenti che risultano privi di fabbricati, terreni, autoveicoli e rapporti economici di lavoro dipendente e/o autonomo. Sono comprese in questa categoria le imprese cessate e alcuni soggetti con procedure concorsuali chiuse. La residua parte, circa 26 miliardi formati da ben 8 milioni di cartelle, è invece intestata a persone fisiche che all’Anagrafe tributaria risultano decedute, circa 1,8 milioni di contribuenti. Sono i dati evidenziati nella relazione 2021 sul sistema della riscossione nazionale che l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha inviato al Parlamento. In merito al magazzino della riscossione è pari a 999,1 miliardi di euro il valore delle cartelle ‘parcheggiate’ ma riscuotibili sono solo 84,6 miliardi.

E-fatture a +67,7% ad aprile

23 July 2021 | Italia Oggi - Alessia Lorenzini - Pag. 28

Dalle analisi statistiche sulle rilevazioni dei flussi mensili dei dati della fatturazione elettronica pubblicati dal Dipartimento delle Finanze relativi ai primi 4 mesi del 2021 emerge che l’imponibile Iva rilevato tramite fatturazione elettronica è cresciuto complessivamente del 17,7% (+139 miliardi di euro) rispetto allo stesso periodo del 2020. L’incremento è stato più significativo per le persone fisiche (+22,5) rispetto alle persone non fisiche (+17,4%). La crescita è stata determinata dal risultato del mese di aprile che ha fatto registrare un incremento del 67,7% (+98 miliardi di euro) rispetto al mese di aprile 2020, in cui il Paese si trovava in lockdown a causa della pandemia da Covid-19.

Fissato il calendario fiscale del mese di settembre

23 July 2021 | Italia Oggi - Duilio Liburdi e Massimiliano Sironi - Pag. 29

Dopo il via libera della Camera, ieri, il Senato ha convertito in legge il decreto Sostegni-bis. La conversione porta un nuovo calendario fiscale per il mese di settembre. Per chi intende accedere al contributo a fondo perduto perequativo la scadenza per la presentazione delle dichiarazioni è fissata per il 10 settembre. Al 15 settembre, invece, slittano i pagamenti delle imposte per gli operatori economici soggetti alle pagelle fiscali i quali, però, non possono ricorrere al pagamento con la maggiorazione dello 0,40% entro i 30 giorni successivi. In merito agli aiuti fiscali la legge di conversione del decreto n. 73/2021 contiene una previsione che potrebbe avere un effetto importante sugli adempimenti legati ai riflessi dichiarativi. La norma provvede ad abrogare il comma 2 dell’art. 10-bis del decreto Ristori, norma nella quale si fissa un principio generale di irrilevanza reddituale di ogni erogazione legata al Covid. Alla luce delle modifiche intervenute con la conversione del Sostegni-bis si dovrà comprendere la portata della modifica che sembra finalizzata ad identificare una riferibilità alla disciplina degli aiuti di Stato di quelle misure che specificamente richiamano la normativa comunitaria.

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