Rassegna Stampa Fiscale
Fisco, per altre 29 mila liti la svolta del giudice unico
Rassegna Stampa Fiscale
Fisco, per altre 29 mila liti la svolta del giudice unico
Per contrastare il contenzioso tributario il decreto Pnrr dispone che altre 29 mila liti, a regime, saranno sul tavolo del giudice monocratico. Il via libera definitivo di Palazzo Madama al decreto previsto per oggi conferma il salto da 5 mila a 10 mila euro della soglia entro cui le liti fiscali saranno affidate al giudice monocratico. Lo spartiacque passa dai ricorsi notificati dal 2 maggio 2026, un sabato, e proprio per questo la novità dovrebbe risultare pienamente operativa da lunedì 4 maggio. Si tratta dell’ennesima accelerazione ai tempi della giustizia tributaria, dopo quella del 2023, quando il limite di competenza è stato alzato da 3 mila a 5 mila euro. La nuova scelta sottrarrà alle decisioni collegiali un altro 18,6% dei nuovi ricorsi presso le Corti di giustizia tributaria provinciali.
Colf e badanti, ritenuta Irpef light contro l’evasione
Per arginare il fenomeno dell’evasione ma anche per coinvolgere le famiglie come sostituti d’imposta arriva la proposta di una ritenuta semplificata per l’Irpef di colf e badanti. Il presidente della commissione Finanze, Massimo Garavaglia, promotore, evidenzia che l’Irpef non versata ammonta a circa mezzo miliardo all’anno, pertanto, ‘perché non pensare a un regime semplificato per cui, già che versi i contributi, versi anche la ritenuta Irpef, magari anche con una flat tax, riducendo quindi la tassazione’ in quanto poi l’imposta viene versata. Una ‘semplificazione’ che porta anche a una moralizzazione del settore’, ha concluso Garavaglia. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione Vincenzo Carbone ha accolto la proposta. Garavaglia ha chiesto anche di valutare che un nuovo intervento per ridurre il prezzo dei carburanti non passi dalle accise ma dall’Iva. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Una flat tax per colf e badanti’ – pag. 30)
Giudicato penale sul tributario, l’estensione va richiesta
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 50/2026, ha chiarito limiti e condizioni dell’estensione del giudicato penale nel processo tributario. Per l’applicabilità della misura il contribuente è chiamato a depositare la sentenza penale irrevocabile e a chiedere espressamente l’estensione, anche in Cassazione. L’estensione opera se vi è identità di fatti e prove tra processo penale e tributario. È valida quando l’assoluzione si basa su presunzioni semplici comuni a entrambi i giudizi. Vale anche con presunzioni legali se nel penale è stata fornita prova contraria. Non trova applicazione se l’assoluzione deriva solo dal mancato raggiungimento della prova ‘oltre ogni dubbio’. In sintesi, serve una piena coincidenza tra valutazioni probatorie nei due processi.
Commercialisti, oggi si elegge il nuovo Consiglio nazionale
Oggi i commercialisti eleggeranno il nuovo Consiglio nazionale. Due le liste in contesa: ‘Direzione chiara. Risultati, competenza e visione’, guidata dall’attuale presidente Elbano de Nuccio, e ‘Unione dei Territori’ guidata da Claudio Siciliotti, già presidente dei commercialisti nel periodo 2008-2012. Ad eleggere i nuovi vertici del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili saranno i 132 Ordini territoriali risultati vincitori a gennaio. I consiglieri di ogni Ordine devono esprimere, in modo palese, il proprio voto per l’elezione del presidente e di 20 consiglieri e i voti di ogni Ordine saranno assegnati alla lista che ha ricevuto più preferenze: in caso di parità di voto dell’Ordine non sarà assegnato a nessuna lista.
Certificazione del Tcf con durata triennale
Dura 3 anni la certificazione del Tcf e va aggiornata alla scadenza, valutando (in quella fase) l’efficacia operativa dei controlli. Per le imprese nuove aderenti il Dm 212/2024 prevede una prima certificazione (test of design – ToD) e un aggiornamento triennale della certificazione per attestare l’efficacia operativa (test of effectiveness – ToE). La prima certificazione valuta solo la conformità del sistema, senza testarne il funzionamento. L’incarico del certificatore termina con questa prima attestazione. L’aggiornamento triennale richiede invece test sull’effettiva e continua operatività dei controlli. La verifica copre retrospettivamente tutto il triennio e dovrebbe essere svolta in modo continuo. Per le imprese già aderenti è richiesta solo un’attestazione di efficacia entro il 2026, ma andrebbe chiarito il periodo esatto da considerare per la prima verifica.
Candidati a garantire il tax control framework: corsi dal 28 aprile
Con l’informativa n. 64 di ieri il Consiglio nazionale dei commercialisti ha reso noto che dal 28 aprile saranno disponibili i corsi di formazione per i certificatori Tax control framework. La partecipazione è obbligatoria per potersi iscrivere all’elenco dei professionisti abilitati alla certificazione del sistema integrato di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale. Previsti tre distinti moduli che si svolgono on demand con un test finale di verifica: sistemi di controllo interno e di gestione dei rischi (40 ore); principi contabili (20 ore); diritto tributario (20 ore). Prima di acquistare i moduli il professionista deve verificare se rientra nei casi di esonero parziale. Chi non può fruire di esoneri parziali deve partecipare a tutti e tre i moduli. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Il 28 aprile partono i corsi per il tax control framework’ – pag. 34)
Dati Isa, download semplificato
Un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato lo scorso 13 aprile introduce una ‘delega unica’ che consente agli intermediari di richiedere i dati ISA precompilati utili anche per il concordato preventivo biennale. Il sistema consente l’accesso anche senza delega al cassetto fiscale tramite un servizio dedicato. I dati sono forniti in un file XML contenente informazioni necessarie per elaborare ISA e proposta di concordato. Dal periodo d’imposta 2025 le modalità di accesso sono aggiornate e integrate con la nuove delega. Gli intermediari possono acquisire i dati in modo massivo via Entratel o per singolo contribuente. Superata la precedente procedura con controlli di riscontro, a favore di un meccanismo più rapido e veloce.
Airbnb, c’è la corsa ai rimborsi
Dopo le recenti sentenze della Corte di giustizia tributaria di Napoli sulle ritenute Airbnb, diversi locatori turistici stanno valutando la possibilità di richiedere un rimborso delle imposte versate in autoliquidazione sui propri redditi da locazione breve negli anni passati. Airbnb ha effettuato una maxi regolarizzazione a dicembre 2023 per un totale di 576 milioni di euro, sanzioni e interessi compresi, per mancata applicazione delle ritenute alla fonte sui redditi da locazione breve dei suoi host per gli anni 2017-2021. I giudici tributari campani, in due sentenze del 2026, hanno sancito il diritto del contribuente a scomputare dalle proprie imposte le ritenute versate da Airbnb sui redditi della propria locazione turistica. Accogliendo i ricorsi dei contribuenti i giudici campani hanno riconosciuto la validità delle ritenute versate da Airbnb, sostenendo che l’Agenzia delle Entrate non è stata in grado di dimostrare in giudizio che fra le imposte arretrate versate dalla multinazionale Usa, non fossero comprese quelle di pertinenza del contribuente ricorrente.
Il fisco tira il freno della Eu-Inc
Lo scorso 10 aprile è stato pubblicato un documento del Parlamento europeo per definire un quadro fiscale comune opzionale in grado di sostenere la competitività senza comprimere la sovranità dei Paesi membri né favorire fenomeni di arbitraggio fiscale. Dallo studio, che sarà discusso il 16 aprile, emerge che il fisco rappresenta il principale ostacolo alla creazione del 28° regime Ue (Eu-Inc) per imprese innovative. I problemi derivano dal disallineamento tra il mercato unico integrato e i sistemi fiscali nazionali frammentati. Per superare l’unanimità fiscale si ipotizzano cooperazione rafforzata o adesione volontaria degli Stati. Si propone un sistema fiscale più uniforme: base imponibile comune, semplificazioni su ritenute, transfer pricing e sportello unico. Previsti anche incentivi R&S armonizzati, gestione delle perdite transfrontaliere e maggiore coordinamento normativo.
Gruppi, conta il timone
La Cassazione tributaria, nella sentenza n. 9260 dello scorso 13 aprile, afferma che non basta accertare il collegamento societario esterno per presumere l’esistenza di un gruppo imprenditoriale. E, dunque, per ottenere sui movimenti finanziari tra le società il riconoscimento della neutralità fiscale riconosciuta agli infragruppo è necessario dimostrare che la capogruppo esercita un’attività di direzione e coordinamento delle consociate. Affinché sussista poi il collegamento fra società di cui all’articolo 2359, comma 3, Cc, occorre accertare che una di esse eserciti un’influenza notevole sulle decisioni strategiche assunte dall’assemblea dell’altra: non è sufficiente che i soci dei due enti siano parenti o legati da rapporti di affinità.
Le rassegne e il calendario fiscale sono un prodotto Metaping - Servizi per Commercialisti, Avvocati e Ordini Professionali
Colf e badanti, ritenuta Irpef light contro l’evasione
Per arginare il fenomeno dell’evasione ma anche per coinvolgere le famiglie come sostituti d’imposta arriva la proposta di una ritenuta semplificata per l’Irpef di colf e badanti. Il presidente della commissione Finanze, Massimo Garavaglia, promotore, evidenzia che l’Irpef non versata ammonta a circa mezzo miliardo all’anno, pertanto, ‘perché non pensare a un regime semplificato per cui, già che versi i contributi, versi anche la ritenuta Irpef, magari anche con una flat tax, riducendo quindi la tassazione’ in quanto poi l’imposta viene versata. Una ‘semplificazione’ che porta anche a una moralizzazione del settore’, ha concluso Garavaglia. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione Vincenzo Carbone ha accolto la proposta. Garavaglia ha chiesto anche di valutare che un nuovo intervento per ridurre il prezzo dei carburanti non passi dalle accise ma dall’Iva. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Una flat tax per colf e badanti’ – pag. 30)
Giudicato penale sul tributario, l’estensione va richiesta
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 50/2026, ha chiarito limiti e condizioni dell’estensione del giudicato penale nel processo tributario. Per l’applicabilità della misura il contribuente è chiamato a depositare la sentenza penale irrevocabile e a chiedere espressamente l’estensione, anche in Cassazione. L’estensione opera se vi è identità di fatti e prove tra processo penale e tributario. È valida quando l’assoluzione si basa su presunzioni semplici comuni a entrambi i giudizi. Vale anche con presunzioni legali se nel penale è stata fornita prova contraria. Non trova applicazione se l’assoluzione deriva solo dal mancato raggiungimento della prova ‘oltre ogni dubbio’. In sintesi, serve una piena coincidenza tra valutazioni probatorie nei due processi.
Commercialisti, oggi si elegge il nuovo Consiglio nazionale
Oggi i commercialisti eleggeranno il nuovo Consiglio nazionale. Due le liste in contesa: ‘Direzione chiara. Risultati, competenza e visione’, guidata dall’attuale presidente Elbano de Nuccio, e ‘Unione dei Territori’ guidata da Claudio Siciliotti, già presidente dei commercialisti nel periodo 2008-2012. Ad eleggere i nuovi vertici del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili saranno i 132 Ordini territoriali risultati vincitori a gennaio. I consiglieri di ogni Ordine devono esprimere, in modo palese, il proprio voto per l’elezione del presidente e di 20 consiglieri e i voti di ogni Ordine saranno assegnati alla lista che ha ricevuto più preferenze: in caso di parità di voto dell’Ordine non sarà assegnato a nessuna lista.
Certificazione del Tcf con durata triennale
Dura 3 anni la certificazione del Tcf e va aggiornata alla scadenza, valutando (in quella fase) l’efficacia operativa dei controlli. Per le imprese nuove aderenti il Dm 212/2024 prevede una prima certificazione (test of design – ToD) e un aggiornamento triennale della certificazione per attestare l’efficacia operativa (test of effectiveness – ToE). La prima certificazione valuta solo la conformità del sistema, senza testarne il funzionamento. L’incarico del certificatore termina con questa prima attestazione. L’aggiornamento triennale richiede invece test sull’effettiva e continua operatività dei controlli. La verifica copre retrospettivamente tutto il triennio e dovrebbe essere svolta in modo continuo. Per le imprese già aderenti è richiesta solo un’attestazione di efficacia entro il 2026, ma andrebbe chiarito il periodo esatto da considerare per la prima verifica.
Candidati a garantire il tax control framework: corsi dal 28 aprile
Con l’informativa n. 64 di ieri il Consiglio nazionale dei commercialisti ha reso noto che dal 28 aprile saranno disponibili i corsi di formazione per i certificatori Tax control framework. La partecipazione è obbligatoria per potersi iscrivere all’elenco dei professionisti abilitati alla certificazione del sistema integrato di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale. Previsti tre distinti moduli che si svolgono on demand con un test finale di verifica: sistemi di controllo interno e di gestione dei rischi (40 ore); principi contabili (20 ore); diritto tributario (20 ore). Prima di acquistare i moduli il professionista deve verificare se rientra nei casi di esonero parziale. Chi non può fruire di esoneri parziali deve partecipare a tutti e tre i moduli. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Il 28 aprile partono i corsi per il tax control framework’ – pag. 34)
Dati Isa, download semplificato
Un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato lo scorso 13 aprile introduce una ‘delega unica’ che consente agli intermediari di richiedere i dati ISA precompilati utili anche per il concordato preventivo biennale. Il sistema consente l’accesso anche senza delega al cassetto fiscale tramite un servizio dedicato. I dati sono forniti in un file XML contenente informazioni necessarie per elaborare ISA e proposta di concordato. Dal periodo d’imposta 2025 le modalità di accesso sono aggiornate e integrate con la nuove delega. Gli intermediari possono acquisire i dati in modo massivo via Entratel o per singolo contribuente. Superata la precedente procedura con controlli di riscontro, a favore di un meccanismo più rapido e veloce.
Airbnb, c’è la corsa ai rimborsi
Dopo le recenti sentenze della Corte di giustizia tributaria di Napoli sulle ritenute Airbnb, diversi locatori turistici stanno valutando la possibilità di richiedere un rimborso delle imposte versate in autoliquidazione sui propri redditi da locazione breve negli anni passati. Airbnb ha effettuato una maxi regolarizzazione a dicembre 2023 per un totale di 576 milioni di euro, sanzioni e interessi compresi, per mancata applicazione delle ritenute alla fonte sui redditi da locazione breve dei suoi host per gli anni 2017-2021. I giudici tributari campani, in due sentenze del 2026, hanno sancito il diritto del contribuente a scomputare dalle proprie imposte le ritenute versate da Airbnb sui redditi della propria locazione turistica. Accogliendo i ricorsi dei contribuenti i giudici campani hanno riconosciuto la validità delle ritenute versate da Airbnb, sostenendo che l’Agenzia delle Entrate non è stata in grado di dimostrare in giudizio che fra le imposte arretrate versate dalla multinazionale Usa, non fossero comprese quelle di pertinenza del contribuente ricorrente.
Il fisco tira il freno della Eu-Inc
Lo scorso 10 aprile è stato pubblicato un documento del Parlamento europeo per definire un quadro fiscale comune opzionale in grado di sostenere la competitività senza comprimere la sovranità dei Paesi membri né favorire fenomeni di arbitraggio fiscale. Dallo studio, che sarà discusso il 16 aprile, emerge che il fisco rappresenta il principale ostacolo alla creazione del 28° regime Ue (Eu-Inc) per imprese innovative. I problemi derivano dal disallineamento tra il mercato unico integrato e i sistemi fiscali nazionali frammentati. Per superare l’unanimità fiscale si ipotizzano cooperazione rafforzata o adesione volontaria degli Stati. Si propone un sistema fiscale più uniforme: base imponibile comune, semplificazioni su ritenute, transfer pricing e sportello unico. Previsti anche incentivi R&S armonizzati, gestione delle perdite transfrontaliere e maggiore coordinamento normativo.
Gruppi, conta il timone
La Cassazione tributaria, nella sentenza n. 9260 dello scorso 13 aprile, afferma che non basta accertare il collegamento societario esterno per presumere l’esistenza di un gruppo imprenditoriale. E, dunque, per ottenere sui movimenti finanziari tra le società il riconoscimento della neutralità fiscale riconosciuta agli infragruppo è necessario dimostrare che la capogruppo esercita un’attività di direzione e coordinamento delle consociate. Affinché sussista poi il collegamento fra società di cui all’articolo 2359, comma 3, Cc, occorre accertare che una di esse eserciti un’influenza notevole sulle decisioni strategiche assunte dall’assemblea dell’altra: non è sufficiente che i soci dei due enti siano parenti o legati da rapporti di affinità.
Le rassegne e il calendario fiscale sono un prodotto Metaping - Servizi per Commercialisti, Avvocati e Ordini Professionali
Colf e badanti, ritenuta Irpef light contro l’evasione
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Fisco, per altre 29 mila liti la svolta del giudice unico
Per contrastare il contenzioso tributario il decreto Pnrr dispone che altre 29 mila liti, a regime, saranno sul tavolo del giudice monocratico. Il via libera definitivo di Palazzo Madama al decreto previsto per oggi conferma il salto da 5 mila a 10 mila euro della soglia entro cui le liti fiscali saranno affidate al giudice monocratico. Lo spartiacque passa dai ricorsi notificati dal 2 maggio 2026, un sabato, e proprio per questo la novità dovrebbe risultare pienamente operativa da lunedì 4 maggio. Si tratta dell’ennesima accelerazione ai tempi della giustizia tributaria, dopo quella del 2023, quando il limite di competenza è stato alzato da 3 mila a 5 mila euro. La nuova scelta sottrarrà alle decisioni collegiali un altro 18,6% dei nuovi ricorsi presso le Corti di giustizia tributaria provinciali.
Colf e badanti, ritenuta Irpef light contro l’evasione
Per arginare il fenomeno dell’evasione ma anche per coinvolgere le famiglie come sostituti d’imposta arriva la proposta di una ritenuta semplificata per l’Irpef di colf e badanti. Il presidente della commissione Finanze, Massimo Garavaglia, promotore, evidenzia che l’Irpef non versata ammonta a circa mezzo miliardo all’anno, pertanto, ‘perché non pensare a un regime semplificato per cui, già che versi i contributi, versi anche la ritenuta Irpef, magari anche con una flat tax, riducendo quindi la tassazione’ in quanto poi l’imposta viene versata. Una ‘semplificazione’ che porta anche a una moralizzazione del settore’, ha concluso Garavaglia. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione Vincenzo Carbone ha accolto la proposta. Garavaglia ha chiesto anche di valutare che un nuovo intervento per ridurre il prezzo dei carburanti non passi dalle accise ma dall’Iva. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Una flat tax per colf e badanti’ – pag. 30)
Giudicato penale sul tributario, l’estensione va richiesta
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 50/2026, ha chiarito limiti e condizioni dell’estensione del giudicato penale nel processo tributario. Per l’applicabilità della misura il contribuente è chiamato a depositare la sentenza penale irrevocabile e a chiedere espressamente l’estensione, anche in Cassazione. L’estensione opera se vi è identità di fatti e prove tra processo penale e tributario. È valida quando l’assoluzione si basa su presunzioni semplici comuni a entrambi i giudizi. Vale anche con presunzioni legali se nel penale è stata fornita prova contraria. Non trova applicazione se l’assoluzione deriva solo dal mancato raggiungimento della prova ‘oltre ogni dubbio’. In sintesi, serve una piena coincidenza tra valutazioni probatorie nei due processi.
Commercialisti, oggi si elegge il nuovo Consiglio nazionale
Oggi i commercialisti eleggeranno il nuovo Consiglio nazionale. Due le liste in contesa: ‘Direzione chiara. Risultati, competenza e visione’, guidata dall’attuale presidente Elbano de Nuccio, e ‘Unione dei Territori’ guidata da Claudio Siciliotti, già presidente dei commercialisti nel periodo 2008-2012. Ad eleggere i nuovi vertici del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili saranno i 132 Ordini territoriali risultati vincitori a gennaio. I consiglieri di ogni Ordine devono esprimere, in modo palese, il proprio voto per l’elezione del presidente e di 20 consiglieri e i voti di ogni Ordine saranno assegnati alla lista che ha ricevuto più preferenze: in caso di parità di voto dell’Ordine non sarà assegnato a nessuna lista.
Certificazione del Tcf con durata triennale
Dura 3 anni la certificazione del Tcf e va aggiornata alla scadenza, valutando (in quella fase) l’efficacia operativa dei controlli. Per le imprese nuove aderenti il Dm 212/2024 prevede una prima certificazione (test of design – ToD) e un aggiornamento triennale della certificazione per attestare l’efficacia operativa (test of effectiveness – ToE). La prima certificazione valuta solo la conformità del sistema, senza testarne il funzionamento. L’incarico del certificatore termina con questa prima attestazione. L’aggiornamento triennale richiede invece test sull’effettiva e continua operatività dei controlli. La verifica copre retrospettivamente tutto il triennio e dovrebbe essere svolta in modo continuo. Per le imprese già aderenti è richiesta solo un’attestazione di efficacia entro il 2026, ma andrebbe chiarito il periodo esatto da considerare per la prima verifica.
Candidati a garantire il tax control framework: corsi dal 28 aprile
Con l’informativa n. 64 di ieri il Consiglio nazionale dei commercialisti ha reso noto che dal 28 aprile saranno disponibili i corsi di formazione per i certificatori Tax control framework. La partecipazione è obbligatoria per potersi iscrivere all’elenco dei professionisti abilitati alla certificazione del sistema integrato di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale. Previsti tre distinti moduli che si svolgono on demand con un test finale di verifica: sistemi di controllo interno e di gestione dei rischi (40 ore); principi contabili (20 ore); diritto tributario (20 ore). Prima di acquistare i moduli il professionista deve verificare se rientra nei casi di esonero parziale. Chi non può fruire di esoneri parziali deve partecipare a tutti e tre i moduli. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Il 28 aprile partono i corsi per il tax control framework’ – pag. 34)
Dati Isa, download semplificato
Un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato lo scorso 13 aprile introduce una ‘delega unica’ che consente agli intermediari di richiedere i dati ISA precompilati utili anche per il concordato preventivo biennale. Il sistema consente l’accesso anche senza delega al cassetto fiscale tramite un servizio dedicato. I dati sono forniti in un file XML contenente informazioni necessarie per elaborare ISA e proposta di concordato. Dal periodo d’imposta 2025 le modalità di accesso sono aggiornate e integrate con la nuove delega. Gli intermediari possono acquisire i dati in modo massivo via Entratel o per singolo contribuente. Superata la precedente procedura con controlli di riscontro, a favore di un meccanismo più rapido e veloce.
Airbnb, c’è la corsa ai rimborsi
Dopo le recenti sentenze della Corte di giustizia tributaria di Napoli sulle ritenute Airbnb, diversi locatori turistici stanno valutando la possibilità di richiedere un rimborso delle imposte versate in autoliquidazione sui propri redditi da locazione breve negli anni passati. Airbnb ha effettuato una maxi regolarizzazione a dicembre 2023 per un totale di 576 milioni di euro, sanzioni e interessi compresi, per mancata applicazione delle ritenute alla fonte sui redditi da locazione breve dei suoi host per gli anni 2017-2021. I giudici tributari campani, in due sentenze del 2026, hanno sancito il diritto del contribuente a scomputare dalle proprie imposte le ritenute versate da Airbnb sui redditi della propria locazione turistica. Accogliendo i ricorsi dei contribuenti i giudici campani hanno riconosciuto la validità delle ritenute versate da Airbnb, sostenendo che l’Agenzia delle Entrate non è stata in grado di dimostrare in giudizio che fra le imposte arretrate versate dalla multinazionale Usa, non fossero comprese quelle di pertinenza del contribuente ricorrente.
Il fisco tira il freno della Eu-Inc
Lo scorso 10 aprile è stato pubblicato un documento del Parlamento europeo per definire un quadro fiscale comune opzionale in grado di sostenere la competitività senza comprimere la sovranità dei Paesi membri né favorire fenomeni di arbitraggio fiscale. Dallo studio, che sarà discusso il 16 aprile, emerge che il fisco rappresenta il principale ostacolo alla creazione del 28° regime Ue (Eu-Inc) per imprese innovative. I problemi derivano dal disallineamento tra il mercato unico integrato e i sistemi fiscali nazionali frammentati. Per superare l’unanimità fiscale si ipotizzano cooperazione rafforzata o adesione volontaria degli Stati. Si propone un sistema fiscale più uniforme: base imponibile comune, semplificazioni su ritenute, transfer pricing e sportello unico. Previsti anche incentivi R&S armonizzati, gestione delle perdite transfrontaliere e maggiore coordinamento normativo.
Gruppi, conta il timone
La Cassazione tributaria, nella sentenza n. 9260 dello scorso 13 aprile, afferma che non basta accertare il collegamento societario esterno per presumere l’esistenza di un gruppo imprenditoriale. E, dunque, per ottenere sui movimenti finanziari tra le società il riconoscimento della neutralità fiscale riconosciuta agli infragruppo è necessario dimostrare che la capogruppo esercita un’attività di direzione e coordinamento delle consociate. Affinché sussista poi il collegamento fra società di cui all’articolo 2359, comma 3, Cc, occorre accertare che una di esse eserciti un’influenza notevole sulle decisioni strategiche assunte dall’assemblea dell’altra: non è sufficiente che i soci dei due enti siano parenti o legati da rapporti di affinità.
Le rassegne e il calendario fiscale sono un prodotto Metaping - Servizi per Commercialisti, Avvocati e Ordini Professionali
Colf e badanti, ritenuta Irpef light contro l’evasione
Per arginare il fenomeno dell’evasione ma anche per coinvolgere le famiglie come sostituti d’imposta arriva la proposta di una ritenuta semplificata per l’Irpef di colf e badanti. Il presidente della commissione Finanze, Massimo Garavaglia, promotore, evidenzia che l’Irpef non versata ammonta a circa mezzo miliardo all’anno, pertanto, ‘perché non pensare a un regime semplificato per cui, già che versi i contributi, versi anche la ritenuta Irpef, magari anche con una flat tax, riducendo quindi la tassazione’ in quanto poi l’imposta viene versata. Una ‘semplificazione’ che porta anche a una moralizzazione del settore’, ha concluso Garavaglia. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione Vincenzo Carbone ha accolto la proposta. Garavaglia ha chiesto anche di valutare che un nuovo intervento per ridurre il prezzo dei carburanti non passi dalle accise ma dall’Iva. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Una flat tax per colf e badanti’ – pag. 30)
Giudicato penale sul tributario, l’estensione va richiesta
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 50/2026, ha chiarito limiti e condizioni dell’estensione del giudicato penale nel processo tributario. Per l’applicabilità della misura il contribuente è chiamato a depositare la sentenza penale irrevocabile e a chiedere espressamente l’estensione, anche in Cassazione. L’estensione opera se vi è identità di fatti e prove tra processo penale e tributario. È valida quando l’assoluzione si basa su presunzioni semplici comuni a entrambi i giudizi. Vale anche con presunzioni legali se nel penale è stata fornita prova contraria. Non trova applicazione se l’assoluzione deriva solo dal mancato raggiungimento della prova ‘oltre ogni dubbio’. In sintesi, serve una piena coincidenza tra valutazioni probatorie nei due processi.
Commercialisti, oggi si elegge il nuovo Consiglio nazionale
Oggi i commercialisti eleggeranno il nuovo Consiglio nazionale. Due le liste in contesa: ‘Direzione chiara. Risultati, competenza e visione’, guidata dall’attuale presidente Elbano de Nuccio, e ‘Unione dei Territori’ guidata da Claudio Siciliotti, già presidente dei commercialisti nel periodo 2008-2012. Ad eleggere i nuovi vertici del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili saranno i 132 Ordini territoriali risultati vincitori a gennaio. I consiglieri di ogni Ordine devono esprimere, in modo palese, il proprio voto per l’elezione del presidente e di 20 consiglieri e i voti di ogni Ordine saranno assegnati alla lista che ha ricevuto più preferenze: in caso di parità di voto dell’Ordine non sarà assegnato a nessuna lista.
Certificazione del Tcf con durata triennale
Dura 3 anni la certificazione del Tcf e va aggiornata alla scadenza, valutando (in quella fase) l’efficacia operativa dei controlli. Per le imprese nuove aderenti il Dm 212/2024 prevede una prima certificazione (test of design – ToD) e un aggiornamento triennale della certificazione per attestare l’efficacia operativa (test of effectiveness – ToE). La prima certificazione valuta solo la conformità del sistema, senza testarne il funzionamento. L’incarico del certificatore termina con questa prima attestazione. L’aggiornamento triennale richiede invece test sull’effettiva e continua operatività dei controlli. La verifica copre retrospettivamente tutto il triennio e dovrebbe essere svolta in modo continuo. Per le imprese già aderenti è richiesta solo un’attestazione di efficacia entro il 2026, ma andrebbe chiarito il periodo esatto da considerare per la prima verifica.
Candidati a garantire il tax control framework: corsi dal 28 aprile
Con l’informativa n. 64 di ieri il Consiglio nazionale dei commercialisti ha reso noto che dal 28 aprile saranno disponibili i corsi di formazione per i certificatori Tax control framework. La partecipazione è obbligatoria per potersi iscrivere all’elenco dei professionisti abilitati alla certificazione del sistema integrato di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale. Previsti tre distinti moduli che si svolgono on demand con un test finale di verifica: sistemi di controllo interno e di gestione dei rischi (40 ore); principi contabili (20 ore); diritto tributario (20 ore). Prima di acquistare i moduli il professionista deve verificare se rientra nei casi di esonero parziale. Chi non può fruire di esoneri parziali deve partecipare a tutti e tre i moduli. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Il 28 aprile partono i corsi per il tax control framework’ – pag. 34)
Dati Isa, download semplificato
Un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato lo scorso 13 aprile introduce una ‘delega unica’ che consente agli intermediari di richiedere i dati ISA precompilati utili anche per il concordato preventivo biennale. Il sistema consente l’accesso anche senza delega al cassetto fiscale tramite un servizio dedicato. I dati sono forniti in un file XML contenente informazioni necessarie per elaborare ISA e proposta di concordato. Dal periodo d’imposta 2025 le modalità di accesso sono aggiornate e integrate con la nuove delega. Gli intermediari possono acquisire i dati in modo massivo via Entratel o per singolo contribuente. Superata la precedente procedura con controlli di riscontro, a favore di un meccanismo più rapido e veloce.
Airbnb, c’è la corsa ai rimborsi
Dopo le recenti sentenze della Corte di giustizia tributaria di Napoli sulle ritenute Airbnb, diversi locatori turistici stanno valutando la possibilità di richiedere un rimborso delle imposte versate in autoliquidazione sui propri redditi da locazione breve negli anni passati. Airbnb ha effettuato una maxi regolarizzazione a dicembre 2023 per un totale di 576 milioni di euro, sanzioni e interessi compresi, per mancata applicazione delle ritenute alla fonte sui redditi da locazione breve dei suoi host per gli anni 2017-2021. I giudici tributari campani, in due sentenze del 2026, hanno sancito il diritto del contribuente a scomputare dalle proprie imposte le ritenute versate da Airbnb sui redditi della propria locazione turistica. Accogliendo i ricorsi dei contribuenti i giudici campani hanno riconosciuto la validità delle ritenute versate da Airbnb, sostenendo che l’Agenzia delle Entrate non è stata in grado di dimostrare in giudizio che fra le imposte arretrate versate dalla multinazionale Usa, non fossero comprese quelle di pertinenza del contribuente ricorrente.
Il fisco tira il freno della Eu-Inc
Lo scorso 10 aprile è stato pubblicato un documento del Parlamento europeo per definire un quadro fiscale comune opzionale in grado di sostenere la competitività senza comprimere la sovranità dei Paesi membri né favorire fenomeni di arbitraggio fiscale. Dallo studio, che sarà discusso il 16 aprile, emerge che il fisco rappresenta il principale ostacolo alla creazione del 28° regime Ue (Eu-Inc) per imprese innovative. I problemi derivano dal disallineamento tra il mercato unico integrato e i sistemi fiscali nazionali frammentati. Per superare l’unanimità fiscale si ipotizzano cooperazione rafforzata o adesione volontaria degli Stati. Si propone un sistema fiscale più uniforme: base imponibile comune, semplificazioni su ritenute, transfer pricing e sportello unico. Previsti anche incentivi R&S armonizzati, gestione delle perdite transfrontaliere e maggiore coordinamento normativo.
Gruppi, conta il timone
La Cassazione tributaria, nella sentenza n. 9260 dello scorso 13 aprile, afferma che non basta accertare il collegamento societario esterno per presumere l’esistenza di un gruppo imprenditoriale. E, dunque, per ottenere sui movimenti finanziari tra le società il riconoscimento della neutralità fiscale riconosciuta agli infragruppo è necessario dimostrare che la capogruppo esercita un’attività di direzione e coordinamento delle consociate. Affinché sussista poi il collegamento fra società di cui all’articolo 2359, comma 3, Cc, occorre accertare che una di esse eserciti un’influenza notevole sulle decisioni strategiche assunte dall’assemblea dell’altra: non è sufficiente che i soci dei due enti siano parenti o legati da rapporti di affinità.